Home I nostri corsi La maestra antropologa: la classe è la vostra “tribù”
0

La maestra antropologa: la classe è la vostra “tribù”

La maestra antropologa: la classe è la vostra “tribù”
0
0

È compito della scuola di oggi insegnare attraverso una didattica nuova, interdisciplinare e dinamica, in grado di tenere conto di più punti di vista. Solo così sarà possibile offrire agli studenti gli strumenti necessari per avere una visione d’insieme, olistica, in grado di cogliere le molteplici interdipendenze fra locale e globale. Tutto ciò costituisce la premessa indispensabile per formare persone autonome e critiche, ma anche per far sì che si sviluppino competenze di cittadinanza attiva, in un’ottica nazionale, europea e planetaria.

INFORMAZIONI SUL CORSO

Formatrice: Chiara Carletti

Chiara (www.chiaracarletti.it) è laureata in Antropologia culturale e ha svolto ricerche in Italia e negli USA sulle politiche identitarie e i fenomeni migratori. Attualmente sta svolgendo un dottorato di ricerca presso il Dipartimento di Scienze della Formazione e Psicologia dell’Università degli Studi di Firenze. Da otto anni si occupa di ricerca in campo educativo e didattico per la Fondazione Enrica Amiotti. È Vice-Presidente dell’Associazione Educatori Rinascimente. È anche formatrice docenti con l’Associazione Rinascimente e il Centro Ricerche EtnoAntropologiche: con focus sull’antropologia dell’educazione, ironia, cittadinanza attiva, geografia culturale e pari opportunità di genere.

Ambiti trasversali:

  • Didattica e metodologie
  • Metodologie e attività laboratoriali
  • Didattica per competenze e competenze trasversali

 

Ambiti specifici:

  • Inclusione scolastica e sociale
  • Dialogo interculturale e interreligioso;
  • Didattica delle singole discipline previste dagli ordinamenti.

Destinatari: insegnanti della Scuola dell’Infanzia, Scuola Primaria e Secondaria di Primo grado.

Obiettivi

  • Mostrare le affinità tra il mestiere dell’antropologo e quello del docente per avvantaggiarsi reciprocamente degli “strumenti” utilizzati dall’uno e dall’altro.
  • Portare l’antropologia educativa in classe e renderla una disciplina alla portata di tutti: un sapere trasversale e interdisciplinare da assumere come un vero e proprio atteggiamento culturale con il quale osservare il mondo circostante;
  • Insegnare a guardare la propria “classe” da punti di vista differenti, imparando a mettere da parte condizionamenti e pregiudizi in modo da consentire al docente di cogliere talenti, intelligenti e abilità differenti;
  • Mostrare ai docenti e, di conseguenza agli studenti, orizzonti di senso più estesi nello spazio e nel tempo;
  • Imparare ad esercitare il pensiero critico, andando oltre le banalizzazioni e strumentalizzazioni di alcuni concetti che si leggono sui giornali o si ascoltano in televisione.

Contenuti del corso

Discipline un tempo distanti tra loro e affrontate per compartimenti stagni, hanno oggi iniziato a delineare una storia globale dell’umanità. Per questo motivo la geografia, ma anche la storia (compresa quella delle religioni), la filosofia, l’arte, le tecnologie, la linguistica, ecc… non possono prescindere dallo studio dell’antropologia. Le popolazioni umane hanno infatti sempre comunicato fra loro, ciò significa che non esistono culture “pure”, ma ogni cultura è il frutto di una lunga storia di scambi, interazioni, contatti, incontri e scontri.

È sufficiente osservare le nostre classi per scorgere una molteplicità di lingue, esperienze, modi di essere e di fare: l’intercultura è dunque lo sguardo trasversale che ci consente il riconoscimento reciproco e il rispetto delle identità individuali. Ciascuno di noi infatti è portatore di “differenze”, oltre che di molteplici identità, che lo rendono unico e irripetibile. Soltanto attraverso una didattica interculturale, basata sulla sospensione del giudizio, sarà infatti possibile comprendere l’altro, in uno sforzo emotivo ed empatico volto a non temere la “diversità”, ma al contrario ad accoglierla.

Proprio come i primi antropologi, che erano un po’ esploratori e un po’ avventurieri, cercheremo di capire tradizioni, usanze, strutture famigliari, idee di bellezza, modi di essere e vivere differenti dai nostri e proveremo a vedere se, al di là di certi pregiudizi e condizionamenti, ci sono invece sinergie e punti di contatto affinchè si possa imparare a gestire meglio l’incontro con l’altro. In fondo si sa che capire l’altro è un modo per conoscere e comprendere meglio anche noi stessi.

COME PARTECIPARE

Modalità

La metodologia è caratterizzata da un’impostazione laboratoriale, attivo-esperenziale: alterna gli apporti teorici con momenti di apprendimento attivo, di lavoro in gruppo e restituzioni collettive.  I docenti potranno fare la stessa cosa nelle loro classi. L’obiettivo è quello di far vivere ai docenti un’idea di laboratorio inteso non solo come un concetto, ma anche come un metodo di lavoro da applicare nella didattica quotidiana, in maniera complementare e sinergica rispetto alla lezione frontale e all’osservazione della realtà circostante.

  • Role Playing
  • Esercizi di scrittura creativa
  • Lavori di gruppo
  • Restituzioni collettive
  • Esercizi di autoconsapevolezza;
  • Scrittura autobiografica;
  • Materiale didattico (video, libri, ecc…) usati come spunti di riflessione e messi a disposizione dei docenti per il lavoro in aula;

N° di ore di corso:  

20 h in totale. L’unità formativa è così composta:

  • 8 h di formazione in presenza
  • 4 h di lavoro individuale di approfondimento (all’interno del piano di formazione dell’insegnante): il formatore metterà a disposizione materiale + bibliografia di riferimento;
  • 6 h di messa in campo delle attività
  • 2 h di webinar (on line) con il formatore.

Costo: 99,00 €

Attestato: Il Corso rilascia a tutti i corsisti l’attestato di partecipazione quale Ente accreditato MIUR per la formazione dei docenti ai sensi della D. M. 170/2016 per complessive 20 h.

Sei un docente?

ACQUISTA QUI

Sei una scuola?

CONTATTACI