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Cos’è il Total Physical Response?
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Cos’è il Total Physical Response?

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Open Minds è una scuola di inglese specializzata nei progetti didattici nelle scuole primarie e secondarie, nelle quali inviamo esperti di madrelingua inglese, che conducono lezioni interattive e comunicative in cui  l’inglese viene trasmetto tramite attività fisicamente coinvolgenti.

 

Cosa è IL TPR?

Forse avete sentito parlare di TPR, o Total Physical Response.

E’ una teoria, che risale agli anni 60 e si basa sull’osservazione che alcune persone (e molti bambini tra questi) imparano prevalentemente attraverso il canale cinestesico. Significa che devono “fare “ qualche cosa per ricordare bene una parola, o una nozione.

Negli anni 60 all’interno della glottodidattica si è cominciato ad inserire dei moduli che prevedono espressamente il minimo di azioni per aiutare gli studenti ad associare azioni e concetti al gesto e quindi a ricordare meglio.

Oggi il concetto è entrato nella pratica comune della glottodidattica: per esempio, uno dei metodi proposti più spesso ai bambini è l’ACTION SONG, ovvero la canzone mimata, nella quale ogni gesto è associato ad una frase. Nell’action song si sommano svariati accorgimenti: la musica, la ripetizione, il ritmo, la rima….e ovviamente il gesto, che diventa nella sua associazione a frasi e parole quasi un “gesto parlante”.

Ma il TPR non si limita al mimo o al gesto di frasi fatte: si tratta al contrario di una strategia versatile che può essere applicata anche con studenti grandi o addirittura con adulti. Si basa tutto sulla consapevolezza che ognuno di noi, oltre ad imparare con il sistema visivo ed uditivo,  impara e comunica in modo olistico e globale. TPR è quindi anche un modo di comunicare da parte del docente che:

  • Fa un uso consapevole della mimica facciale e della gestualità
  • Utilizza gesti per sottolineare le azioni, in modo differenziato e con associazioni stabili gesto-parola
  • Permette una comunicazione non verbale, basata sulla gestualità, da parte dei discenti, che così possono mostrare di avere capito anche se non sono ancora in grado di parlare
  • Prevede la creazione di attività nelle quali espressamente le consegne prevedano compiti non verbali, ma gestuali.

 

GIOCHI  PER LA CLASSE SECONDA ELEMENTARE CON AMPIO USO DI TPR

 

Abbiamo creato per la scuola primaria alcuni lesson plan, nei quali il TPR viene utilizzato non solo come modalità espressiva e comunicativa, ma come strumento didattico. In questi lesson plan troverete diverse attività integralmente basate sulla consapevolezza dell’importanza del canale cinestesico e dell’approccio ludico-comunicativo.

 

MAKE A CIRCLE

Il circle time  è sempre una buona pratica: lo si trova bene rappresentato nelle scuole dell’infanzia, ma alle scuole primarie pochi lo fanno. Eppure, è uno strumento didattico largamente raccomandabile, per questi motivi:

  • È routinario: ripete volta dopo volta le stesse azioni e parole e permette ai bambini di interiorizzarle molto bene. Per rendere più attivo il circle time alla scuola primaria, basterà scegliere testi più complessi oppure aggiungere elementi di personalizzazione, che consentano ai bambini di modificare e partecipare attivamente alla tradizione.
  • Permette l’introduzione di stringhe di quelle che Michele Daloiso definisce “linguaggio stereotipato”: sono una sorta di Frasi Fatte, che però permettono ai bambini di maneggiare strutture sintattiche semplici ma complete, da cui trarre il senso. È molto meglio avere a che fare con questa modalità piuttosto che insegnare parole separate: imparare le frasi “fatte” permette di memorizzare molto meglio le parole all’interno perchè inserite in un contesto di senso.
  • Warm up: il circle time è una possibile introduzione a giochi di warm up, che permettano di riprendere ludicamente il materiale introdotto in precedenza. È visto dai bambini un pò come un’ extra-lezione, quindi i filtri affettivi sono abbassati durante questo momento: ciò permette a questo contenitore di esser particolarmente efficace ed importante nell’economica della lezione.

 

SCULPTURES

Uno dei giochi che si possono fare, coerentemente con la metodologia basata su TPR, so no le sculptures. Cosa si intende per scupltures si intende sfidare i bambini a dare ai propri corpi, tramite posizioni, la forma di lettere o numeri e poi mantenerli per alcuni secondi sotto la forma di “living sculptures”.

Questo può essere indirizzato tramite svariate attività giocose di tipo cooperativo o competitivo. Alcune idee:

  • Mima la somma (attività competitiva): i bambini vengono suddivisi in squadre e ad ogni squadra viene dato un bigliettino con diverse operazioni (ad esempio 13+7 o 28+9). I bambini per rispondere devono atteggiare il corpo al numero di risposta alla somma data. E’ un ottimo esercizio di lavoro cooperativo, perché i bambini devono lavoare insieme per trovare il risultato e mimarlo in modo efficace.
  • Mima lo spelling: i bambini in seconda elemntare hanno nozioni veramente limitate di spelling, ma si possono introdurre alcune parole monosillabiche a fonetica trasparente (ad esempio CAR o STAR o CAT o DOG). Anziché mimare la parola, viene chiesto loro di mimare lo spelling, quindi nel caso di CAR un bimbo farà la C, un bimbo la A e un bimbo la R.
  • Altri giochi con il concetto di scultures: il gioco delle scatoline, le belle statuine.

 

GIOCHI DI MOVIMENTO

 

Al concetto di TPR si possono  associare svariati giochi di movimento, quali

 

  • What’s the time mr wolf
  • Un, due tre stella
  • Strega comanda colore

Qui non si tratta propriamente di mimare una azione o una forma, bensì di eseguire un ordine e agire il proprio corpo nello spazio secondo l’indicazione in inglese.

 

 

PERCORSI MOTORI

Un’ ottima maniera di insegnare le azioni, ma anche colori, destra/sinistra, parti del corpo è creare dei percorsi motori in palestra: le richieste del singolo percorso possono essere illustrate tramite una lista di azioni che segue l’andamento dei compiti del percorso oppure tramite flashcards che illustrano una sola azione (questa modalità è migliore, soprattutto per gli alunni con difficoltà).

 

Claudia Adamo

 

 

 

Maggiori info qui: www.open-minds.it